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UOVA ARTIGIANALI: UN PIACERE A CUI NON SI RINUNCIA L’ESPERIENZA DI GIOVANNI RINALDI, PASTICCIERE DA TRENT’ANNI

Un’altra Pasqua, con le sue uova e le sue colombe è volata via. C’è la crisi, è vero, eppure anche quest’anno i consumi non hanno subito grossi cali. Si parla di una diminuzione per le spese pasquali di circa il 10%. Tiirando le somme però il bilancio non è poi così tanto nero. In diversi supermercati, ben prima dei giorni di festa, erano cominciate le offerte su quanto a breve avrebbe adornato le tavole degli italiani; dalle tradizionali pietanze ai vezzi della gola. Ma per chi ha deciso di aderire a una campagna di offerte e andare incontro alle tasche dei consumatori c’è chi, fedele a tanti anni di tradizione pasticcera, ha continuato anche quest’anno ad offrire ai clienti uova di cioccolato e colombe artigianali. Siamo andati ad incontrare Giovanni Rinaldi, che da più di trent’anni gestisce, insieme alla sua famiglia, uno dei bar pasticceria storici a Ciampino.

 Il laboratorio, da cui escono dolciumi di tutti i tipi, è a pochi metri dal bar, ed è proprio nel suo “habitat naturale”, come ama definirlo lui, che lo abbiamo incontrato per saperne di più sull’antica e sempre apprezzata arte della pasticceria.

Giovanni, cominciamo con una curiosità, come si lavora il cioccolato?

Il cioccolato si riscalda, si squaglia a una temperatura intorno ai 45 gradi, poi viene temperato intorno ai 30 gradi e questa tempera consente di lavorare il cioccolato in condizioni ottimali. Utilizzando gli stampi crei poi i vari tipi di uovo. Lo si mette poi a freddare in frigorifero o nel congelatore, successivamente lo si toglie dallo stampo e mezzo uovo è pronto. Poi si fa l’altra metà e si attaccano i due emisferi. In genere per attaccare le due metà si mettono le mezze uova su una teglia calda, in modo tale da ammorbidire i contorni, e farli aderire poi tra loro. A mano l’uovo di pasqua non si fa! Ci sono gli stampi, a forma di uovo, di animaletti e di tutto quello che si vuole realizzare.

 Il prodotto artigianale viene preferito dalla clientela per a qualità del cioccolato o per la possibilità di personalizzare la sorpresa al suo interno?

Prima di tutto per la qualità del cioccolato perché il prodotto è artigianale e non è destinato all’industria ma a un consumo diretto, agli amanti del cioccolato e delle cose belle. Le uova artigianali sono comunque destinate a un certo tipo di clientela disposta a spendere chiaramente di più. La questione della sorpresa è soggettiva. Noi in tutte le uova mettiamo una sorpresa, salvo poi richieste specifiche da parte dei clienti.

La gente cosa ha chiesto di inserire maggiormente nell’uovo come sorpresa?

Le richieste maggiori sono state quelle di inserire nell’uovo telefonini, schede telefoniche, bracciali, collanine, qualcuno anche soldi. In genere le cose che ci chiedono di inserire sono di un certo pregio e valore. In linea con chi decide di regalare un uovo artigianale insomma..

 Il confezionamento è un elemento importante?

La presentazione del soggetto pasquale è importantissima, chiaramente per l’impressione che la gente ricava già da una prima occhiata. Del confezionamento se ne occupa mia figlia Nicoletta, che ha fatto anche dei corsi per questo. Poi le danno una mano la zia e mia cognata.

In tempo di crisi come questo che stiamo vivendo, avete notato un’inflessione nella vendita di questi prodotti pasquali artigianali?

Il nostro lavoro non è mai calato; diciamo che sicuramente non è aumentato in maniera significativa, ma non è calato perché c’è sempre gente disposta a spendere. A dire il vero qui è venuta anche gente che vive dei disagi economici, ma che voleva fare un regalo importante, voleva fare insomma una figura particolare e ha speso per un uovo artigianale. Un ragazzo è venuto e mi ha detto che era da tempo che metteva qualche soldo da parte perché aveva già in mente di stupire la fidanzata a Pasqua con un uovo studiato apposta per lei. Lo stesso vale per le colombe.

Giovanni, com’è la vita del pasticciere?

A livello di sacrificio materiale, umano, è tanto il sacrificio. Le ore sono tante. Il lavoro è impegnativo sotto tutti i punti di vista, psicologico e materiale. Però è una passione , un’arte, un mestiere, come vogliamo chiamarlo, e una volta che lo hai appreso e lo fai con amore non ti pesano le 14, le 16 ore al giorno di lavoro. Assolutamente. Prima di tutto hai sempre da fare, non esiste la noia. E poi ti prende perché sei sempre alla ricerca di cose belle, di cose nuove, da confrontare con altre pasticcerie; ti sembra di essere arrivato chissà dove e alla fine scopri che c’è uno più bravo su qualcosa. E’ una gara con te stesso e con gli altri che non finisce mai. Parlo di tecniche di guarnizioni, di abbellimento di torte, di gusti nuovi da proporre. Una volta che sei dentro questo mondo non ti arrendi più. E’ un mestiere che non finisce mai. È il mestiere più bello del mondo.

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